Come gestire un conflitto di coppia

Un contrasto di coppia è normale e bisogna riconoscerlo

Il conflitto di coppia, quando ci si innamora, sembra essere un’evenienza molto lontana dalla nostra realtà.

Quando si incontra una persona, quando si è innamorati, si vive in uno stato di idealizzazione: tutto sembra perfetto, idilliaco, e si tende a vivere nell’errata convinzione che mai nulla potrà cambiare. Purtroppo non è così. Per natura, e per fortuna oserei dire, ogni cosa evolve e si adatta ai continui cambiamenti della vita. La relazione di coppia non è esente da tale processo.

La relazione di coppia cambia, si evolve, si adatta ai continui cambiamenti della vita che possono riguardare un solo membro (ad esempio trovare un nuovo lavoro, magari in un’altra città) o la coppia in sé (ad esempio la nascita di un figlio). È in questo continuo processo di cambiamento che può emergere il conflitto. Si tratta di un evento che prima o poi interessa quasi tutte le relazioni di coppia, è un evento normale, che come tale deve essere considerato. È pressoché irrealistico infatti, credere che, nella quotidianità, non possano mai esserci occasioni di contrasto, che la relazione sia sempre serena e soddisfacente. Dopo ogni conflitto, tuttavia, è possibile ritrovare un’intesa di coppia, ogni conflitto può trovare soluzione. I contrasti di coppia non devono essere vissuti con eccessiva preoccupazione, non devono portare a mettere in discussione l’intera relazione. Come detto sono eventi normali, ciononostante non devono essere sottovalutati. Senza una reale consapevolezza del processo conflittuale e senza una seria volontà di risolvere il contrasto di coppia, la situazione potrebbe diventare ingestibile e causare conseguenze talvolta irreversibili (ad esempio silenzi, assenze, violenze o separazioni). La gestione del conflitto richiede un importante impegno da parte di entrambi i membri della coppia.

Le esperienze vissute hanno permesso a ciascuno di noi di sviluppare delle strategie, più o meno funzionali, per affrontare un conflitto. Tali strategie, tuttavia, non si rivelano sempre adatte alla risoluzione dei contrasti di coppia. Spesso infatti l’obiettivo, durante una disputa, non è arrivare ad una risoluzione della stessa, ma piuttosto far valere la propria ragione. Sebbene questo possa sembrare, al momento, la priorità, da ciò possono derivare manifestazioni di aggressività, a cui possono seguire gravi conseguenze o sensi di colpa. Allo stesso tempo, non far valere la propria posizione, assumere quindi un atteggiamento passivo a fronte di una situazione non congeniale, potrebbe far emergere sensazioni di impotenza, rabbia, frustrazione o umiliazione.

È necessario quindi imparare a conoscere la fisiologia del conflitto, quali sono gli atteggiamenti che andrebbero evitati per disinnescare un pericoloso “crescendo emotivo”, ma soprattutto è importante conoscere alcune strategie per risolvere tale situazione e ritrovare un’intesa.

Nel corso dell’articolo verranno quindi forniti alcuni consigli pratici, utili a prevenire e affrontare il conflitto di coppia e a ritrovare l’intesa.

conflitto nella coppia

Cosa alimenta il conflitto di coppia

Di fronte ad una situazione conflittuale, si potrebbero avere delle reazioni automatiche che, se agite in modo non consapevole, si rivelano solitamente controproducenti:

1. Attacco: viene naturale, perché insito nella nostra natura, attaccare chi ci ha fatto un torto. L’attacco verbale (urlare, insultare, colpevolizzare), così come quello fisico, porta inevitabilmente ad un’escalation di “botta e risposta”, che può avere ripercussioni molto gravi. In preda alla rabbia, sempre maggiore, si rischia di non riuscire più a controllare ciò che si dice o si fa e ciò può portare a violenza, profonde umiliazioni e sensi di colpa. Nella relazione di coppia è importante imparare “a disinnescare”. Ciò significa che di fronte ad una situazione, che potrebbe sfociare in aperta conflittualità, bisognerebbe evitare di “attizzare la fiamma”, ovvero andrebbero evitati alcuni atteggiamenti che, se messi in atto, sortirebbero l’effetto contrario e favorirebbero il “divamparsi dell’incendio”. È importante riuscire a rendersi conto che la situazione sta degenerando, al fine di interrompere immediatamente la discussione per rimandarla ad un momento in cui si è emotivamente meno coinvolti.

2. Fuga: Anche la fuga, così come l’attacco, è una risposta tipica dell’essere umano così come degli animali. Solitamente si fugge quando si ha paura e si teme di non possedere le risorse utili a vincere il conflitto. La fuga, soprattutto in un rapporto di coppia, è un atteggiamento controproducente. Evitare di affrontare il conflitto può portare entrambi i membri della coppia a ricercare all’esterno della stessa un ambiente soddisfacente, uno svago che non è più possibile trovare con il proprio partner; a spostare il focus dell’attenzione dal problema, trascurandolo, ma non risolvendolo. Questa modalità di fronteggiamento dei conflitti può portare ad immergersi totalmente nel lavoro o ad intraprendere delle relazioni extraconiugali o, in altri casi, ad assumere alcol o sostanze stupefacenti. È paradossale talvolta accorgersi come si arrivi ad una situazione di assoluta lontananza o problematicità insorta per aver evitato di affrontare situazioni che probabilmente avrebbero portato al conflitto, ma che forse si sarebbero anche facilmente risolte.

3. Freezing: è la situazione in cui, di fronte ad una situazione conflittuale, non si sa come intervenire e non si dice o si fa nulla. Tale condizione di stasi potrebbe far sorgere sintomi d’ansia.

4. Sottomissione: tale modalità di fronteggiamento del conflitto è disfunzionale poiché per evitare il conflitto si accetta il punto di vista altrui, mettendo da parte le proprie idee, i propri diritti. Sebbene possa sembrare una strategia funzionale, proprio perché si evita l’aggressività manifesta, a lungo andare può generare frustrazione, depressione e perdita di autostima.

Come ritrovare l’intesa di coppia

 

Non è sicuramente facile, dopo un contrasto, ritrovare un’intesa. L’episodio di acceso conflitto è in genere seguito da quella che possiamo definire “coda del conflitto”, ovvero un periodo di tempo caratterizzato da silenzi, provocazioni, orgoglio e nuove discussioni. Se protratta a lungo, potrebbe portare a rendere sempre più grande la distanza tra i partner e sempre più difficile sarà riuscire a fare un passo verso l’altro e riuscire a “fare la pace”.

È quindi importante non rimandare la soluzione del conflitto ed evitare che la rabbia e il rancore si protraggano troppo a lungo. Di seguito verranno illustrate alcune brevi strategie che possono essere messe in atto per evitare che la situazione di conflittualità degeneri e per favorire la riappacificazione e ritrovare quindi l’intesa tra la coppia.

1. Fermarsi: appare paradossale forse, ma il primo fondamentale passo per ritrovare l’intesa di coppia è proprio fermarsi. Interrompere la discussione, uscire momentaneamente dalla stanza, rimandare la conversazione sono azioni di fondamentale importanza per interrompere l’escalation della conflittualità. Può sembrare una mossa banale, ma il conflitto di coppia si alimenta delle parole, dei malintesi, dei fraintendimenti che nutrono il “botta e risposta”. Interrompere consente di prendere le distanze dalle proprie emozioni, troppo intense e difficili da gestire, consente di darsi tempo, tempo per riflettere, per razionalizzare e per cercare di comprendere il punto di vista del proprio partner, ma soprattutto permette di focalizzarsi sui propri bisogni.

2. Ascoltare i propri bisogni: è fondamentale, in una seconda fase, cercare di far chiarezza sui propri bisogni, individuare il motivo per cui ci si è sentiti profondamente feriti o mancati di rispetto. È importante poi far luce su cosa si vorrebbe cambiare per far sì che ciò di cui si ha bisogno venga soddisfatto. Una volta chiarito il proprio vissuto, sarà più facile far comprendere al proprio partner il proprio punto di vista. Un minor coinvolgimento emotivo e una maggior chiarezza rispetto ai propri bisogni favoriscono, in seguito, una comunicazione costruttiva.

3. Comunicare: è importante, infine, comunicare. La comunicazione deve essere costruttiva, volta ad una risoluzione della problematica, propositiva. Nel comunicare con il partner è bene quindi seguire alcuni consigli:

  • Usare il pronome io: è importante far sapere al nostro partner come ci siamo sentiti, cos’abbiamo provato e cosa stiamo provando tuttora. Nel farlo però è fondamentale che non si accusi l’altra persona, ma che si cerchi, invece, di mettere in risalto il proprio vissuto.

Mi hai mancato di rispetto ancora una volta, non stai mai attento a quello che dici

Mi sono sentita mancata di rispetto e offesa, vorrei che tu facessi più attenzione alle parole che usi, perché io ci do un peso e ci resto male”.

Il contenuto è lo stesso, lo scopo il medesimo, ma l’effetto che sortisce completamente opposto: quando una persona si sente il dito puntato addosso e accusato, reagisce di conseguenza, spesso attaccando e dando vita ad un nuovo contrasto di coppia. Se invece ci si focalizza su come ci si è sentiti, su cosa si ha bisogno, non c’è margine di discussione: “puoi non essere d’accordo, ma le mie emozioni sono queste e a queste parole reagisco in questo modo. Per te è diverso, per me è così”. Al partner non resta che accogliere, comprendere e provare a modificare il comportamento per evitare di far provare nuovamente queste emozioni.

Scrivere una lettera: a volte scrivere aiuta a far chiarezza tra i propri pensieri, a sbollire la rabbia e a decidere cosa e come comunicare. Quando si hanno tantissimi pensieri che affollano la mente, quando si vorrebbero dire tante cose è facile che si rischi di farlo nel modo sbagliato o in modo facilmente fraintendibile. L’atto di scrivere, invece, richiede necessariamente che ci sia un processo di elaborazione dei pensieri alla base. Le parole impresse sul foglio seguiranno un percorso logico, lineare; saranno parole pesate che possono essere rilette e modificate in un secondo momento quando, sbollita la rabbia, ci si accorge che lo stesso concetto potrebbe essere espresso usando, magari, parole più morbide.

Ascoltare: è importante, in una comunicazione, esprimere il proprio pensiero e le proprie ragioni. È altrettanto importante, tuttavia, lasciare spazio all’altra persona di esprimersi, di dire il proprio punto di vista. Perché ci sia una buona comunicazione è necessario che ci sia l’ascolto.

Quando non basta…

Trovare un accordo è difficile, ritrovare un’intesa di coppia ancora di più. Scegliere di vivere con un’altra persona significa confrontarsi con qualcuno che ha una storia di vita differente che ha portato a sviluppare idee, valori, obiettivi spesso diversi dai propri. È difficile, se non impossibile, trovare sempre un compromesso. Nonostante la complicità e l’amore potrebbero emergere dei conflitti di coppia che possono essere difficili da gestire. In alcuni casi sarebbe opportuno, per evitare un aggravamento della situazione, rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza di coppia che, attraverso una serie di colloqui e prescrizioni, può aiutare la coppia a ritrovare un’intesa.

Dott.ssa Anna Buzzaccarini

Psicologa Padova – Consulente sessuale

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