infertilità di coppia

Sterilità e infertilità: quando un figlio non arriva

L’infertilità di coppia è un problema che, in molti paesi, è stabile o addirittura in aumento tra la popolazione: circa il 15-20% delle coppie in Italia è considerata infertile. 

Quando una coppia decide di dar vita al progetto coniugale, spesso implicito, di costruire una famiglia, solitamente dà per scontate le capacità procreative di entrambi i membri della coppia. Per tale ragione, più o meno consapevolmente, si tende a rimandare la concretizzazione della genitorialità ad un periodo della vita caratterizzato da maggior stabilità a livello economico, psicologico e di coppia. La diagnosi di infertilità arriva quindi spesso in maniera inaspettata e viene vissuta come un ostacolo al processo evolutivo dell’identità individuale e di coppia. Spesso sorgono sentimenti di colpa, rabbia, frustrazione che possono diventare difficili da gestire.

L’impossibilità di veder realizzato tale progetto si ripercuote quindi, in maniera significativa, sulla relazione affettiva e sessuale, sulla qualità di vita del singolo e della coppia a livello personale, lavorativo e sociale.

Si tratta di un argomento molto complesso, la cui trattazione non può essere esaustiva in un breve articolo. Per tale ragione questa desidera essere solo una prima introduzione all’argomento, utile ad entrare in punta di piedi in un mondo caratterizzato da attesa, speranza, delusione e dolore; utile per cominciare a svelare una realtà diffusa, ma purtroppo ancora nascosta e spesso negata.

Cosa si intende con sterilità e infertilità?

È importante innanzitutto provare a far chiarezza tra i termini che vengono utilizzati.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’infertilità come una patologia che consiste nell’incapacità di una coppia di concepire dopo 12/24 mesi di rapporti sessuali mirati e non protetti. Si parla di infertilità primaria quando la coppia non ha mai avuto figli e di infertilità secondaria quando tale condizione emerge dopo aver avuto almeno un figlio.

Con il termine “sterilità”, invece, ci si riferisce invece alla condizione in cui la coppia non riesce ad avere figli a causa di una specifica patologia irreversibile o che non riescono ad avere figli anche dopo un iter diagnostico e terapeutico adeguato. Si tratta comunque di una distinzione ormai desueta, ad oggi infatti si preferisce parlare generalmente di “infertilità di coppia”.

Quali possono essere le cause?

Il costante aumento, negli anni, dell’incidenza dell’infertilità può avere diverse ragioni, ma un ruolo preponderante lo ricoprono i fattori socio-economici. La tendenza a posticipare la progettualità familiare per ragioni di stabilità economica, psicologica o relazionale, porta le coppie a concretizzare il progetto genitoriale in età della vita in cui la donna è fisiologicamente meno fertile. A partire dai 32 anni la donna subisce infatti un primo calo significativo, ma graduale, della riserva ovarica presente fin dalla nascita; un secondo e più rapido declino dopo i 37. Col passare degli anni, quindi le probabilità di ottenere una gravidanza possono diminuire.

La salute sessuale e riproduttiva di un individuo, inoltre, può essere influenzata da diversi fattori legati allo stile di vita, quali ad esempio la tendenza ad assumere alcol o sostanze stupefacenti, fumare, condurre una vita troppo sedentaria o, al contrario, fare eccessiva attività fisica, essere obesi o eccessivamente magri.

Infine, alcuni fattori ambientali come l’esposizione a sostanze inquinanti soprattutto nelle fasi di vita più delicate in cui l’organismo è in continuo cambiamento (durante lo sviluppo intrauterino, nell’infanzia o in adolescenza), possono compromettere il normale sviluppo e funzionamento dell’apparato riproduttivo, con inevitabili ripercussioni sulla fertilità della persona.

In linea di massima si può affermare che, nel 35% dei casi, l’infertilità è dovuta a fattori maschili (tra cui dispermie, anomalie ipotalamo-ipofisarie, ostruzione o agenesia delle vie seminali), nel 35% dei casi sono implicati fattori femminili (tra cui disturbi dell’ovulazione, patologie uterine o della cervice, fattori tubarici), nel 15% sono individuati fattori di coppia (problemi nella sessualità di coppia, infertilità psicogena, incompatibilità immunologica) e infine, nel restante 15%, l’eziologia è sine causa.

coppia infertilità

Perché proprio a me? Le reazioni della coppia di fronte alla diagnosi di infertilità

Quando la coppia decide di provare ad avere un figlio, si appresta a vivere un momento spensierato, in cui anche la sessualità assume nuove forme e sfumature. Quando la gravidanza tarda ad arrivare, tuttavia, può emergere un elevato stress tra la coppia. Le emozioni e gli stati d’animo seguono un andamento pressoché ciclico: la speranza che il tentativo vada a buon fine, l’ansia in prossimità dell’arrivo delle mestruazioni, la delusione e la frustrazione quando diventa chiaro l’ulteriore fallimento del tentativo di ottenere una gravidanza e ancora la speranza, quando la coppia decide di riprovare. 

 “Perché a me?” è la domanda che maggiormente affolla la mente di entrambi i membri della coppia. Una domanda che non trova risposta, ma che è frutto della sofferenza e disperazione che stanno entrambi vivendo. L’infertilità è associata al vissuto di perdita. Di fronte alla diagnosi di infertilità, infatti, la coppia vive un lutto: la perdita dell’idea di diventare genitori, della famiglia ideale, della visione di sé come padre o madre e dell’immagine del bambino desiderato, che non arriva.

La percezione di immutabilità della realtà, l’idea di aver perso il controllo della propria vita e del proprio destino possono dar origine a sentimenti di colpevolizzazione e rabbia, ma non solo. La coppia può arrivare a percepirsi difettosa, malata, priva di valore e in difetto rispetto alle aspettative familiari e sociali. Ciò può talvolta tradursi in un allontanamento della coppia dalla vita sociale. Evitare feste e incontri sociali può, in un primo momento, aiutare la coppia a tutelarsi dal provare altra sofferenza nel vedere la cerchia di amici o parenti che riesce, senza troppe difficoltà, a dar vita al progetto di creare una famiglia. Tuttavia, col passare del tempo questo può accrescere il senso di solitudine e sofferenza.

La prima reazione della coppia di fronte alla diagnosi di infertilità è lo shock, a cui segue spesso il rifiuto, la negazione. Di fronte ad una diagnosi tanto dolorosa, spesso l’unica soluzione che trova la coppia per contenere la sofferenza è negare che ciò sia vero, che sia accaduto proprio a loro.

Possono poi emergere diverse emozioni: la paura di perdere il partner in seguito all’impossibilità di avere un figlio, il senso di colpa se si è i portatori del sintomo, la rabbia nei confronti del partner se portatore del problema. Si tratta di emozioni normali, che devono essere comprese ed elaborate. L’elaborazione di tali vissuti potrebbe evitare l’emergere di una conflittualità di coppia, assolutamente controproducente.

Di fondamentale importanza è invece che la coppia sappia sostenersi e proteggersi a vicenda, poiché ciò consentirà, col tempo, di entrare nella fase di accettazione, alla quale può seguire l’azione, ovvero la decisione di trovare un metodo alternativo per diventare genitori oppure di rivedere la progettualità di coppia e decidere, eventualmente, di vivere senza figli.

Si tratta di un processo di difficile gestione poiché si è troppo coinvolti emotivamente. Per tale ragione, potrebbe essere consigliato l’intervento di un professionista.

Perché può essere utile richiedere un sostegno psicologico

Il sostegno psicologico nell’infertilità è utile non solo nella fase di diagnosi, ma anche durante tutto il percorso di elaborazione e accettazione e in previsione di effettuare delle scelte volte o ad ottenere una gravidanza con metodi alternativi o a rivedere la progettualità di coppia. Può essere utile per aiutare a valutare le alternative a disposizione e a prendere le decisioni con consapevolezza e serenità.

Lo psicologo sosterrà il singolo o la coppia nella fase di elaborazione del lutto e nella gestione dei vissuti di perdita e delle emozioni, spesso pervasive.

Di assoluta importanza è che la coppia si senta libera di esprimere i propri vissuti, i propri pensieri e le proprie emozioni, in uno spazio protetto e privo di giudizio. È importante che la coppia sappia di avere il diritto di soffrire e che tale sofferenza è legittima, pertanto deve essere riconosciuta e deve trovare uno spazio di accoglimento.

Dott.ssa Anna Buzzaccarini

Psicologa Padova – Consulente sessuale

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